Scopri quali sono i buoni spesa che, per un totale di circa 940 euro, possono migliorare la qualità della tua vita. Tutte le info per richiederli.
Fare la spesa è senza dubbio una incombenza che spetta a tutti nonché un modo per prendersi cura di sé e della propria famiglia. Attraverso la scelta dei cibi giusti è infatti possibile garantire una sana alimentazione per tutto il nucleo familiare, godendo così di buona salute e di tutte le energie che servono per andare avanti durante la giornata.
Ovviamente, ogni spesa comporta un esborso di denaro che per alcuni può risultare oneroso. E in tal senso ci sono diversi aiuti che è importante conoscere e che, messi insieme, possono arrivare a un valore davvero importante. Scopriamo, quindi, quali sono i buoni spesa da non farsi scappare e come farne richiesta.
Iniziamo con il dire che per ottenere i buoni spesa bisogna rientrare in determinate caratteristiche che cambiano in base al buono in oggetto. Non è quindi detto che si possa ottenerli tutti. Ci sono, però, buone possibilità di poterne godere al meglio.
Iniziamo con la Carta acquisti che è rivolta a famiglie con almeno un componente sotto i tre anni o sopra i 65 anni. Si tratta di un accredito bimestrale di 40 euro volte appunto ad aiutare negli acquisti legati alla spesa e quindi destinati a negozi di alimentari e supermercati, ma anche parafarmacie e farmacie. La richiesta può essere fatta presso gli uffici delle Poste Italiane e con presentazione dell’ISEE aggiornato al 2024. Chi fa richiesta non dovrà avere a suo carico più di un immobile a uso abitativo, più di due autoveicoli e più di due utenze del gas o della luce.
C’è poi la famosa carta Dedicata a te che non si basa sull’età e che viene caricata una tantum. Il suo importo totale è di 460 euro ed è destinata alle famiglie con un ISEE inferiore ai 15mila euro e che a momento della richiesta non stanno beneficiando di altri sostegni. In questo caso non serve fare domanda in quanto l’assegnazione è automatica da parte del Comune. Questa carta vale sia per le spese alimentari che per il carburante e gli abbonamenti ai mezzi pubblici.
Infine, anche se ancora vale solo per alcune città non va dimenticato il reddito alimentare che consente nell’offerta di cibo alle famiglie più bisognose. Dopo la sperimentazione nelle città di Palermo, Genova, Firenze e Napoli, potrebbe infatti diventare valida in tutta Italia.
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